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Verso la norma per la regolamentazione della professione di fotografo


Milano, 19 settembre 2011. Procede a passo spedito l'attività dei tavoli di lavoro per il riconoscimento delle professioni non regolamentate, tra cui quella del fotografo.

In Italia secondo il Censis ci sono circa 3,5 milioni di lavoratori che appartengono a professioni non regolamentate, ossia sprovviste di ordine o collegio. Ciò significa che tali professioni possono essere esercitate da chiunque, anche senza alcun requisito tecnico e di formazione, poiché manca un sistema che permetta di dichiarare e garantire - in modo non autoreferenziale - le prestazioni professionali fornite. Per questo motivo UNI e ASSOPROFESSIONI hanno avviato l’iter per il riconoscimento delle professioni non regolamentate tramite la stesura di norme tecniche per ogni professione radicata nella nostra economia. Con questo obiettivo è stata recentemente costituita un’apposita Commissione Tecnica e sono state individuate le prime attività professionali da disciplinare, quali chinesiologi, comunicatori professionali, fotografi, patrocinatori stragiudiziali professionisti del risarcimento del danno, naturopati e osteopati.

Il percorso intrapreso permetterebbe al cittadino di distinguere il professionista competente e aggiornato dall’improvvisatore, qualificando e regolamentando il mercato pur nella libertà di esercizio. “La nostra ottica di riferimento - afferma il presidente UNI, Piero Torretta - è quella che, laddove esista una sollecitazione da parte delle professioni non regolamentate, si definisce una disciplina che individui le caratteristiche del soggetto che esercita la professione, le caratteristiche della prestazione e le garanzie a favore degli utenti”. “Il modello di qualificazione delle professioni che proponiamo - spiega Torretta - ricalca sostanzialmente i decenni di esperienza di applicazione del medesimo modello nell'ambito della caratterizzazione dei prodotti, e più recentemente anche della qualificazione dei servizi. Ai sensi dei Regolamenti comunitari del 2008, infatti, la sorveglianza del mercato può utilizzare la via della certificazione volontaria di prodotti, sistemi, processi, servizi, organizzazioni e anche persone seguendo un approccio di autoregolamentazione del libero mercato. Il sistema punta sulla condivisione di specifiche tecniche da parte dei soggetti competenti nelle filiere socio-economiche di specifico interesse”.

Le prime due figure professionali per le quali UNI intende far partire i lavori sono quella degli operatori nel campo della fotografia e comunicazione visiva - che complessivamente AIF (Associazione Italiana Foto-Digital Imaging) stima intorno ai 25.000 professionisti - e la figura del patrocinatore stragiudiziale professionista del risarcimento del danno, che secondo dati A.N.E.I.S. (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale) coinvolge oltre 50.000 professionisti. Due progetti per i quali è stata avviata in questi giorni la fondamentale fase dell’inchiesta pubblica preliminare, che serve a vagliare preventivamente le concrete esigenze del mercato individuando tutti i soggetti significativi degli interessi in gioco, in modo che ci sia una "rappresentanza adeguata".

Il primo progetto - quello che ci interessa da vicino - dovrà definire i requisiti per la figura professionale del fotografo professionista all'interno del comparto della comunicazione visiva correlata, in termini di conoscenza, abilità e competenza, in conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF – European Qualifications Framework). La futura norma intende definire tale figura professionale nelle diverse modalità in cui opera (libero professionista, imprenditore, dipendente), ovvero dalla ripresa fotografica sino alla presentazione.

Attualmente non sussistono specifici requisiti per operare quale fotografo professionista. Avviare l’attività normativa su questo argomento significa definire e qualificare questa attività professionale, dare un riferimento certo e un’adeguata garanzia di qualità al mercato, aumentare il riconoscimento professionale dei singoli professionisti e fornire uno strumento al legislatore in un’ottica di complementarità tra la normazione tecnica volontaria e il settore cogente.

Una volta definite e qualificate le figure professionali in oggetto, in conformità al quadro europeo (EQF), ne gioverebbero le categorie di appartenenza e l’utenza ritroverebbe nella competenza e professionalità di tali figure un sicuro e certo punto di riferimento. Secondo Giorgio Berloffa, presidente di ASSOPROFESSIONI nonché presidente della Commissione UNI Attività professionali non regolamentate “le prestazioni professionali hanno un ruolo fondamentale da svolgere ai fini del miglioramento della competitività in quanto rappresentano un fattore chiave di valorizzazione delle imprese, per la qualità dei prodotti e dei processi anche per via della loro rilevanza immediata per i consumatori e gli utenti. La problematica legata alle professioni è particolarmente sentita in un momento di crisi come questo – aggiunge Berloffa– e l’Unione Europea impone a tutti gli Stati membri di favorire una certificazione dei servizi, per mettere in condizione gli utenti di riconoscere il professionista competente. Solo in questo modo si realizzerà effettivamente la libertà del professionista e del consumatore”.

“Dopo aver condotto i lavori in sede di normazione europea ed aver definito le nuove regole di funzionamento dei propri Organi Tecnici – dichiara Ruggero Lensi, Direttore Relazioni Esterne Innovazione e Sviluppo dell’UNI – siamo entrati nel vivo dell'attività di elaborazione delle specifiche di qualificazione delle professioni non regolamentate. Un percorso che enfatizza il concetto di volontarietà nell'intraprendere la strada della autoregolamentazione del mercato delle professioni, quale complementarietà tra norme e leggi, garantendo il coinvolgimento ampio di tutte le parti interessate. Per questo UNI è stato chiamato a partecipare ai lavori del Tavolo sulle professioni non regolamentate, istituito di recente presso il Ministero dello Sviluppo economico, che ha già provveduto a esaminare nei dettagli il modello di regolamentazione volontaria introdotto da UNI, riscontrando il gradimento dei numerosi soggetti economici e sociali presenti”. L’inchiesta preliminare sui due progetti di norma scadrà il 28 settembre prossimo. I commenti – che dovranno pervenire entro tale data - si raccolgono nella banca dati dei "Progetti in inchiesta pubblica preliminare" disponibile sul sito UNI dove, dalla maschera di ricerca, è possibile accedere alla scheda di ogni singolo progetto. Ricordiamo che il titolo del progetto è: "Figure professionali operanti nel campo della fotografia e comunicazione visiva correlata".