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Mario Dondero
INCONTRO CON MARIO DONDERO
Milano, 24 febbraio 2010. Si è svolto il 24 febbraio presso il Civico Archivio Fotografico del Castello Sforzesco l’ultimo di un ciclo di incontri sul tema “Storia della Fotografia - Conversazioni” organizzato dal Civico Archivio Fotografico e dal Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano e curato da Silvia Paoli e Giorgio Zanchetti.
L’incontro cui abbiamo partecipato era con Mario Dondero, noto anche come “l’intellettuale dell’immagine” per la sua opera fotografica e per il forte spirito civico. Alla bella età di 82 anni Dondero ha intrattenuto il pubblico, dove prevalevano i giovani, con una freschezza e una vivacità che ha incantato la platea. Sentirlo parlare a commento di una serie di fotografie di tempi e soggetti diversi era come immergersi nella lettura di un libro che percorreva la storia d’Italia (e della Francia) sia politica che culturale. Un’esperienza davvero coinvolgente ed emozionante.







Biografia di Mario Dondero
Nato a Milano nel 1928 da famiglia genovese, Dondero vive a Fermo (Ascoli Piceno). Dopo l’esperienza partigiana in Val D’Ossola e dopo gli anni di formazione negli ambienti intellettuali di Milano e dopo aver lavorato come giornalista, inizia ad intraprendere l’attività di fotografo per le principali testate degli anni Cinquanta, tra cui L’Unità, Avanti!, Le Ore, Cinema Nuovo, Settimo Giorno, Il Mondo. Sono anni questi di scambio e amicizia con gli artisti e gli intellettuali milanesi, in particolare legati alla frequentazione del famoso Bar Giamaica, tra cui Ugo Mulas, Uliano Lucas, ma anche scrittori come Luciano Bianciardi, giornalisti come Camilla Cederna o artisti come Piero Manzoni. Si trasferisce a metà anni Cinquanta a Parigi, dove rimarrà, in un clima di scambio con i principali intellettuali della capitale e di intenso lavoro per la stampa francese, fino a fine anni Novanta (se si esclude una feconda parentesi romana, dove frequenta personaggi come Pasolini, Moravia e la Maraini). Gli anni Settanta sono una stagione di viaggi in tutto il mondo, per realizzare reportages di impegno sociale e politico, dalla situazione in Algeria fino alla presenza di Emergency in Afghanistan. Il rientro definitivo in Italia è segnato invece dalla collaborazione con quotidiani e riviste (Il Manifesto, Diario, La Repubblica tra gli altri). Vince nel 1985 il premio Scanno, mentre nel 2008 l’Accademia di Belle Arti di Macerata gli conferisce il Premio Svoboda al talento artistico. Nell’ambito di Spilimbergo Fotografia vince il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia e il Premio Chatwin a Genova. Moltissime sono le mostre personali e collettive che lo hanno visto protagonista, così come tutti i libri a lui dedicati, tra cui basti ricordare, nel 2008, anno del suo ottantesimo compleanno, gli importanti volumi Dondero 4 20 e Donderoad.
