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In Francia per i documenti solo foto “professionali”

Milano, 29 maggio 2011. In Francia si attende a giorni un decreto presidenziale che confermi una volta per tutte il ruolo naturale e centrale dei professionisti della fotografia, negozi di quartiere o cabine per fototessera, per la realizzazione delle foto destinate a tutti i documenti ufficiali. Camera e Senato hanno già confermato il loro sostegno all’industria fotografica e Sarkozy stesso si è impegnato personalmente. Il decreto dovrebbe prevedere che i 1000 comuni che sono ancora dotati di apparecchiature per la presa di foto formato tessera se ne sbarazzino entro l’anno.
Secondo API (Association pour la Promotion de l’Image) che ha dato battaglia per ben sei anni per salvare questa preziosa fonte di guadagno per i fotografi indipendenti e i fabbricanti di cabine, questa decisione politica segna la fine del periodo di instabilità che riguarda 9000 addetti del settore il cui posto di lavoro era minacciato dalla “concorrenza” impropria rappresentata dagli addetti agli sportelli comunali.
L’API si rallegra nel constatare che la professione fotografica è stata finalmente riconosciuta nel dibattito politico del paese che ha inventato la Fotografia.
E in Italia? In quello stesso periodo il settore aveva altro a cui pensare: il decreto legge n.112 del 25 giugno 2008 aveva esteso il periodo di validità della carta d'identità a 10 anni e una circolare del Ministero dell’Interno aveva disposto il rinnovo automatico di 5 anni per le carte di identità in scadenza ed emesse quando la durata era stabilita in 5 anni. Ciò rappresentava per il settore il dimezzamento con effetto immediato degli introiti relativi alla realizzazione delle fotografie formato tessera, con un impatto economico che la CNA ha stimato in 100 milioni di euro all’anno di mancato guadagno per il settore. Invano le varie associazioni di categoria (CNA, Ascofoto, Assofotolabo e AIF) avevano cercato di mobilitare l’opinione pubblica contro questo provvedimento (vedi articolo).
Resta il fatto che a tutt’oggi si può leggere sul sito di qualche comune che per ottenere la carta d’identità elettronica (CIE) “non occorre presentare fotografie, in quanto l’immagine del viso viene acquisita a sportello”.
Lasciamo stare che oggi tutto è di nuovo messo in discussione sul fronte della CIE, ma occorrerà muoversi in tempo per prevenire che questa moda si diffonda a macchia d’olio. "A ciascuno il suo mestiere", come ha affermato autorevolmente il senatore Michel Houel durante il convegno “Il mio sindaco è un fotografo…” in occasione del Salon de la Photo 2010. (Guarda il video).
